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ROOTZNA: ruggine lungo il fiume tra le radici di Mesola

Composizione Architettonica 2__AA.2019-2020__Prof.Matteo Agnoletto
Autori:

Marco Lampati

Giulio Quaranta 

 

Ingegneria Edile - Architettura 

Università di Bologna

 

03 novembre 2020

Mesola trova le sue origini semantiche in "Media Insula", il territorio che fino al XVII secolo costituiva una "mezza isola" è da sempre caratterizzato da un'intima relazione tra terra e acqua, sia a livello paesaggistico che culturale. Il dialogo tra gli elementi naturali del contesto padano e i suoi abitanti trova a Mesola una risposta architettonica molto singolare: tra le rive del Po di Goro la Delizia Estense che dalla seconda metà del ‘500 domina l'area circostante nasce per giovare delle ricchezze selvatiche e della vantaggiosa posizione commerciale un tempo caratteristiche del luogo.

 

 

 

Tuttavia il protagonismo e l'imponenza che il Castello ancora oggi suscita tra le vie del paese non riesce a celare la semplicità ed il valore della tradizione peschereccia, vera sovrana nel delta del Po. Durante le passeggiate o le le escursioni ciclistiche che turisti e locali sono soliti fare lungo il fiume, oltre alla tranquillità della pianura, è impossibile ignorare la presenza di pontili, trabucchi, imbarcazioni e pescatori. Essi dipingono un'immaginario molto preciso e lasciano il calore della tradizione nella memoria di chi attraversa questi luoghi.
Suddetti elementi ci hanno guidato nella composizione architettonica, segnando il nostro percorso alla scoperta dell'anima che radica Mesola alle rive del fiume.
Rootzna nasce dall'unione della parola "roots" (radici) con "rùzna" l'espressione dialettale che nel Ferrarese viene usata per indicare la ruggine. L'elevata umidità padana infatti corrode sia i metalli delle barche attraccate al molo sia il ponte della statale tra Veneto e Romagna, che solo a qualche centinaia di metri dal Castello, si spiaggia come un grosso relitto arrugginito tra le sponde del Po di Goro, intaccando la quiete del paesaggio altrimenti incontaminata.

 

 

La volontà di stimolare il dialogo tra un elemento preesistente, muto, impermeabile nei confronti del contesto e l'ambiente naturale e culturale in cui esso si colloca è alla base dell'utilizzo del metallo arrugginito come linguaggio presente in tutta la Promenade Architecturale lungo la riva.
L'orizzontalità della pianura plasma sia la forma del complesso, che in tal modo riesce ad abbattere la barriera architettonica passando sotto il ponte, sia il profilo dei tre padiglioni presenti nella Rootzna. Così facendo è possibile sfruttare la lunghezza dell'edifico centrale per salire fino al corpo del ponte e raggiungere la riva opposta attraverso la pista ciclabile ad esso aggrappata.
I padiglioni, collegati da un pontile parallelo al fiume, presentano una tripartizione volumetrica che attraverso la sua scomposizione permette di selezionare delle viste sul paesaggio, mediante l'apertura di spazi aperti.

 



 

 

Ogni edificio presenta una piazzetta antistante dalla quale è possibile accedere, con rampe o scale, al piano superiore e a quello inabissato.
Il piano inferiore di ogni fabbricato infatti, come nella chiglia di un'imbarcazione, è caratterizzato da una depressione che lo porta ad un livello in parte sottostante a quello del fiume. Attraverso le finestre situate lateralmente è possibile avere una vista del paesaggio a pelo d'acqua.
Il punto di intersezione tra il complesso e il ponte crea uno spazio singolare nel quale è situato il playground. Attraverso l'apertura di un'ampia piazza si valorizza l'area sotto la statale altrimenti abbandonata e priva di identità.
Rootzna diventa così uno spazio di aggregazione destinato ad attività a contatto con la natura, in cui l'architettura costruisce un ponte tra gioco, sport, mobilità sostenibile, turismo all'aria aperta e cultura locale, per continuare il dialogo tra terra, acqua ed esseri umani presente da tempo lungo le rive del Po.

 

 

 

 

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